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Dal 1500 ad oggi. Una selezione di libri della biblioteca Ducrot.

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La Biblioteca del Viaggiatore

Sono principalmente due gli obbiettivi della Biblioteca del Viaggiatore: il primo è quello di fornire a studenti, studiosi e cultori della materia del viaggio una raccolta organica di testi schedati attraverso una consultazione virtuale. Il secondo è quello di offrire una serie di specializzazioni poco comuni di un settore sia molto amplio e sia molto specializzato. Il servizio è fruibile via internet gratuitamente compilando un apposita scheda.

Il primo aspetto è quanto mai attuale e connesso con la rivoluzione che le nuove tecnologie stanno portando nel mondo della consultazione letteraria e più in generale nella lettura. Il testo viene schedato sotto varie parole chiave generiche (autore, titolo, editore, anno, ecc.) e alcune chiavi tematiche come per esempio paese descritto, tipologia (libro guida, romanzo, saggio, atlante, opuscolo, ecc.). Il tema del viaggio è molto articolato e copre moltissimi settori, direi praticamente tutti. Ecco quindi il perché ho voluto anche specificare le tematiche principali del testo: archeologia, religione, commercio, esplorazione, giornalismo, turismo, gastronomia, ecc. La ragione di una classificazione tematica è stata pensata soprattutto per coloro che intendono visitare la biblioteca per studio o in preparazione o per approfondimenti dopo il proprio viaggio. Oggi i testi sono visibili recandosi nella sede della biblioteca ma l’obbiettivo finale è quello di rendere ogni testo fuori dai vincoli legali dei diritti letterari fruibile “on line”. In questo modo, per esempio durante il viaggio stesso sarà anche possibile scaricare il testo come le guide turistiche.

Il secondo aspetto è legato ad alcune specializzazioni poco comuni della Biblioteca del Viaggiatore. In particolare ho voluto orientare la biblioteca al tema del viaggio italiano. Molte biblioteche geografiche hanno testi di viaggio ma ad essi sfuggono ad esempio i romanzi, i racconti, le autobiografie, le poesie, insomma la Letteratura di viaggio. Questi testi vengono sempre classificata per autore nelle biblioteche generiche ma non per genere o per tema. Io ho voluto quindi includere, unire più possibile le opere degli autori specifici e letterari che descrivono il territorio e quindi ne esaltano letterariamente la propria identità. Carlo Emilio Gadda in Quel pasticciaccio brutto di via Merulana o Carlo Levi in Cristo si è fermato ad Eboli, Giovanni Verga con I Malavoglia, I Racconti di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Giosuè Carducci con Davanti a San Guido fanno compiere un viaggio descrittivo di una città, regione, dando spunti e stimoli certamente più significativi di qualsiasi guida turistica. In molte biblioteche poi mancano spesso settori specializzati sulle scienze del turismo, economia turistica, storia del trasporto, le guide e altri temi specialistici ma molto importanti.

In questo articolo non elencherò tutti i settori e i temi della Biblioteca del Viaggiatore, ma mi soffermerò solo sui generi a mio parere tipici e unici del XX secolo. L’esplorazione geografica, la religione, le guide, il viaggio artistico, il Gran Tour, i pellegrinaggi, gli atlanti, le ambasciate, le missioni archeologiche, sono tutti generi che hanno si avuto una grande importanza nel 900’ ma non possono essere considerati temi caratteristici di questo secolo. Ogni tema, ogni genere qui sotto elencato meriterebbe o già ha una nutrita bibliografia e va quindi considerato come una superficiale rassegna tematica degli argomenti specifici al tema del XX secolo.

Giornalismo: il giornalismo italiano è entrato prepotentemente nelle relazioni dei viaggi italiano del 900’ a partire da Luigi Barzini Senior per la gara automobilistica Pechino-Parigi, vinta dal principe Scipione Borghese e il suo meccanico. La moda di relazionare giornalisticamente avventurose esperienze di viaggio e di cronaca internazionale è stato possibile grazie al progresso tecnologico dal telegrafo fino ad internet passando per la radio e la televisione. Gli inviati dei giornali segnarono un cambiamento epocale nella relazione dei viaggi mettendo in ombra in molti casi gli stessi protagonisti o ideatori dell’impresa. La linea di demarcazione tra giornalismo e letteratura è un tema dibattuto e non è certo questa la sede dove approfondirlo. Ma molti giornalisti si sono dedicati alla narrativa così come molti scrittori sono diventati occasionalmente inviati, anche di guerra. Altri protagonisti sono Edoardo Scarfoglio (mediterraneo orientale e raid automobilistico), Indro Montanelli (Eritrea/Etiopia, Baltico, Scandinavia), Orio Vergani (Mediterraneo, Libia e Africa centrale) e Nello Quilici (America), Ugo Ojetti, Vittorio Beonio Brocchieri, Sandro Paternostro, Oriana Fallaci, Enzo Biagi, Tiziano Terzani, Ettore Mo, Stefano Malatesta. Grazie alla tecnologia i giornali della seconda metà del 900’ hanno segnato gran parte della cronaca di viaggio e molti inviati erano tra i più apprezzati scrittori del 900’ di cui solo alcuni esempi sono Corrado Alvaro (Calabria), Goffredo Parise (Nigeria, Vietnam, New York, Veneto), Enrico Emanuelli, Guido Piovene (Italia), Mario Soldati (America e Italia), Pierpaolo Pasolini (India, Yemen, Italia) , Alberto Moravia (Africa).

Documentari di viaggio e televisione: si tratta di un genere di grande diffusione apparso tra le due guerre mondiali ma pienamente espresso con l’uso del film a colori. Uno dei primissimi sperimentatori fu Francesco Moncada con alcuni reportage subacquei nel canale di Messina. Il collegamento tra documentario filmato e il racconto scritto è stato realizzato da Folco Quilici, sicuramente il più prolifico documentarista italiano con almeno 30 libri sulle sue avventure marine e non. Piero Angela ha seguito questo filone raccontando più fenomeni storici e più scientifici combinando pubblicazioni e programmi televisivi di grande successo.

Letteratura coloniale italiana e colonialismo italiano: la biblioteca ha una sezione di circa 500 testi del colonialismo italiano e circa 100 testi di letteratura coloniale italiana: atlanti, guide, riviste, esplorazioni, testi di antropologia, sul clima, archeologia, commercio, economia, architettura, flora, fauna, ecc. Ma tra i testi che meglio sintetizzano l’esperienza italiana nelle colonie è indiscutibilmente Un medico in Africa di Alberto Denti di Pirajno sulla vita coloniale in Libia ed Eritrea. Altra magnifica figura di viaggiatore coloniale è Luigi Robecchi Brichetti, fondamentale per la lotta contro lo schiavismo. Nel ventennio la letteratura di viaggio assume un valore spiccatamente propagandistico. Questo genere, che potrebbe definirsi romanzo coloniale, appassionava il pubblico ai viaggi in luoghi esotici o insoliti. Si tratta di un genere molto specifico connesso ad una scrittura leggera che non nascondeva forme di razzismo, esaltazione e propaganda dell’Italia all’estero nel segno della politica di “sprovincializzazione” dell’Italia durante il regime fascista. Il principale autore fu Mario Appelius, convinto fascista e radiocommentatore durante la seconda guerra mondiale che coniò l’imprecazione “Dio stramaledica gl’inglesi!”. Altri autori che aderirono a questo filone furono con toni più pacati Mario Fraccaroli e Arnaldo Cipolla. Essi non erano propriamente degli scrittori, meglio definirli reporter di viaggio. I titoli erano volutamente ad effetto ma anche comici come ad esempio La crisi di Budda di (Mario Appelius). Contributo non secondario del successo popolare erano le belle copertine policrome di grafici e disegnatori come Giulio Brugo, Carlo Nicco, Mirko Zugolaro e Veneziani e le foto.

Le scrittrici di viaggio e territorio: credo che l’elemento femminile, indissolubile nella vita non possa essere un capitolo descrittivo, tipologico di un fenomeno universale come quello della scrittura. Ma scrivo questo capitolo solo per evidenziare quante poche scrittrici e autrici di testi di viaggio l’Italia abbia avuto e quanto il mondo della scrittura, giornalismo, letteratura in generale in Italia sia fino a poco tempo fa essenzialmente maschile. Alcuni esempi sono Matilde Serao fondatrice del Mattino di Napoli (viaggio a Gerusalemme e scritti sul meridione), Edvige Toeplitz Mrozowska (Tibet), Fausta Cialente, Elsa Morante (Procida), Lalla Romano, Anna Maria Ortese, Fabrizia Ramondino (Napoli), Dacia Maraini (Italia), Oriana Fallaci, Vittoria Alliata, Angela Staude Terzani.

Viaggio fotografico e cinematografico: Uno dei più grandi interpreti della fotografia di paesaggi e di spedizioni alpine fu Vittorio Sella che aprì certamente il secolo con la documentazione fotografica delle spedizioni al Ruwenzori, Sant’Elia e Caucaso. Tra le due guerre tra i tanti autori ricordiamo Luciano Morpurgo. Le missioni di Giuseppe Tucci e poi di Fosco Maraini in Asia sono tra i migliori esempi di illustrazione fotografica.

Editori di viaggio e collane: questo settore riguarda alcune case editrici che si sono specializzate o hanno sviluppato alcune collane famose di letteratura di viaggio. Editori nazionali: Hoepli, Alpes, Sonzogno, Bocca, Fratelli Bocca Editori, Paravia, Touring Club Italiano, Istituto Geografico De Agostini, Garzanti, Mondadori, Società Editrice d’Arte Illustrata, Biblioteca del Vascello, Sansoni, Morpugno, Leonardo da Vinci (De Donato), Franco Maria Ricci, Vallecchi, Gherardo Casini Editore, Feltrinelli.

Fumetti: questo genere, di grande successo nel mondo anglosassone e francese nella seconda metà del XIX secolo ha avuto straordinari interpreti in Italia, forse non ancora abbastanza riconosciuti come tali. Tra questi indimenticabili sono i disegni di Attilio Mussino del viaggio di Pinocchio. Nel periodo fascista non manca il fumetto propagandistico coloniale, mentre nella seconda metà del 900’ uno dei maggiori interpreti è certamente Hugo Pratt autore delle esaltanti avventure polinesiane, africane, italiane, russe e caraibiche di Corto Maltese e Anna nella Giungla che hanno segnato diverse generazioni. Tex Willer, disegnato da Gian Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini è un personaggio totalmente d’ispirazione western, così come per alcuni personaggi di Benito Franco Jacovitti mentre Sergio Toppi è più eclettico e drammatico.

Illustratori: il turismo e i viaggi sono stati prevalentemente descritti dalle illustrazioni promozionali e pubblicitarie sui viaggi, le destinazioni balneari o sciistiche. L’Italia ha avuto straordinari artisti che hanno fatto di quest’arte del 900’ un esempio della genialità italiana. Aristide Sartorio, Duilio Cambellotti, Antonio Rubino, Eugenio Colmo, Fortunato Depero, Gustavino, Sergio Tofano, Marcello Dudovich, Gino Boccassile, Giuseppe Novello. La biblioteca conserva migliaia di opuscoli, dipinti da alcuni

Il viaggio nella controcultura e nell’hippysmo: negli anni 60 e 70 del secolo scorso questi due fenomeni si sono molto identificati nel viaggio. L’Afganistan, l’India, Goa, Amsterdam, Istanbul, Woodstock, ecc. sono solo alcune delle tappe simbolo di questi movimenti “on the road”. Sulla scia dei profeti o ispiratori stranieri sono nati autori italiani tra i quali spicca Majid Andrea Valcarenghi animatore di molte iniziative in Italia e fondatore della rivista Re Nudo. Una delle figure di grande contatto tra il movimento letterario americano del 900’ e quello italiano e stata la scrittrice e traduttrice Fernanda Pivano.

I movimenti letterari italiani del 900’ e il viaggio: si tratta di un tema immenso che potremmo far iniziare sull’onda di gruppi di intellettuali uniti da una passione artistica ma anche aspirazione universale. D’Annunzio è interprete del decadentismo e, tra le tante opere che meritano menzione, ve ne sono alcune fortemente legate al territorio d’origine: l’Abruzzo. Contemporaneamente fiorisce a Firenze un gruppo di intellettuali molto produttivi intorno a due figure come Papini e Prezzolini e la loro rivista Leonardo e La Voce. Prezzolini, autore indipendente e auto esiliato a New York scrive molti saggi sugli USA e diventa una delle voci più libere e lucide della critica culturale italiana del 900’. Nel 1909 nasce il manifesto del Futurismo scritto da Filippo Tommaso Marinetti che anticiperà i sentimenti culturali del periodo tra le due guerre. Rispetto al tema del viaggio questo movimento esalta il dominio della macchina e la velocità, come rivolta contro il passato. In tipografia portò grafica e colori nuovi. Ma il tema è enorme e si integra con le varie specializzazioni e temi qui accennati. Tengo però a indicare solo alcuni dei miei autori preferiti non ancora citati nell’articolo come Mario Tobino con Due Italiani a Parigi e Malinconica Spagna, Alberto Savinio, Pier Paolo Pasolini con l’Odore dell’India. Stanislao Nievo merita una speciale menzione per aver inventato i Parchi Letterari, iniziativa che coniuga tutela del paesaggio e in generale ambientale e la letteratura in quanto memoria letteraria del territorio.

Viaggi con mezzi di trasporto meccanici e a motore: l’inizio del 900’ ha coinciso con la massificazione del trasporto meccanico: aerei, navi, auto, treno, sottomarini, moto hanno tutti avuto uno sviluppo qualitativo e quantitativo. I grandi progressi tecnologici sono dovuti all’impatto dei nuovi modelli industriali (fordismo) e ai due conflitti mondiali. Abbiamo già accennato ai primi raid automobilistici descritti da grandi giornalisti e reportes, ma praticamente quasi tutti i viaggi del 900 sono stati caratterizzati dalla motorizzazione del trasporto e la velocità. Dopo la prima guerra mondiale, il mezzo più innovativo fu certamente quello aereo: idrovolanti, dirigibili, aerei da trasporto passeggeri, hanno rivoluzionato il viaggio. Le spedizioni di Nobile al Polo, di Italo Balbo in Russia e le transoceaniche, Vittorio Beonio Brocchieri, Arturo Ferrarin, Francesco de Pinedo e molti altri, fecero una immensa impressione non solo in Italia ma sia verso gli immigrati italiani sia agli stessi stranieri che cominciarono a considerare il nostro paese sotto una nuova lente. Il dirigibile fu l’evoluzione della mongolfiera ed ebbe un certo successo tra le due guerre mondiali. Memorabili sono le avventure di Umberto Nobile. Il trasporto navale ebbe uno sviluppo a partire dall’apertura del canale di Suez e l’apice del trasporto turistico si ha con il varo del Rex nel 1931 e delle gemelle Raffaello e Michelangelo varate negli anni 60’. I viaggi in automobile sono sempre più diffusi anche grazie al miglioramento delle strade e la costruzione delle prime autostrade. Nonostante le dimensioni piccole delle auto, le famiglie italiane partono per lunghi viaggi turistici. Iniziano anche i viaggi di nozze in macchina. Le gare di corsa diventano sempre più lunghe e nel caso più famoso di addirittura “1000 Miglia.” Tutto questo ha fortemente ispirato sia i movimenti letterari primo tra tutti il Futurismo che dello sviluppo tecnologico ne ha fatto uno degli elementi principali. Nel mondo del treno spicca la Littorina e il Pendolino che hanno battuto records pochi anni prima inimmaginabili. Le moto hanno fortemente contribuito al mondo del viaggio: il turismo estivo è stato rilanciato tra le due guerre mondiali da questi mezzi, e grazie alla loro efficienza e facilità di riparazione, si iniziarono a fare veri e propri viaggi intercontinentali. Ma i mezzi ottocenteschi non furono da meno: la passione italiana per la bicicletta non fu mai interrotta e la moda del viaggio in bicicletta è ritornata con le mountain bikes. Non mancano significativi viaggi con le barche a vela, prima come mezzo ancora tecnologicamente valido (la spedizione della Stella Polare e le magnifiche opere di Enrico Alberto D’Albertis) e dopo come reazione all’eccesso di velocità e ricerca di un maggiore contatto con la natura, il “viaggio lento” e proto ecologia. Alto ma non ultimo nuovo mezzo da viaggio è il caravan e le roulottes.

Turismo e tecnica del turismo: sebbene il turismo esista almeno dall’epoca di Erodoto il 900’ è stato sicuramente il secolo nel quale il tempo libero ha assunto dimensioni industriali. Molti paesi hanno adottato una politica nella quale il turismo avesse una parte strategica per il proprio sviluppo e tra questi vi è anche l’Italia. Con il grand tour l’Italia diventa una delle mete turistiche principali fino ad essere agli inizi del 900 la meta più frequentata. L’apertura di grandi alberghi di lusso, il miglioramento delle vie di comunicazione, l’ampliamento della rete ferroviaria, il lusso nelle navi da crociera, il costo della vita relativamente economico, la moda dell’arte rinascimentale favorirono il turismo dei primi anni del secolo. Dopo l’interruzione del conflitto mondiale il turismo non resta un solo bene per una stretta elite ma entra nel programma politico fascista con una politica di stagionalizzazione e creazione di infrastrutture senza precedenti. La costiera romagnola, quella laziale e in particolare di Ostia, la Versilia, Sabaudia e il Circeo, la trasformazione del Lido di Venezia, diventano modelli di sviluppo turistico balneare. Le istallazioni montane diventano di gran modo e le imponenti infrastrutture di Sestriere segnano l’impegno in questa direzione così come quello termale. Turismo quindi per tutti e sempre più strutturato e organizzato. Non fanno eccezioni le colonie e in particolare la Libia e il Dodecanneso, destinazioni dove si intraprendono enormi investimenti alberghieri. Dopo il secondo conflitto mondiale, la grande esperienza acquisita nel ventennio vengono messe a frutto con un piano di tale portata da far raggiungere l’Italia alla vetta del primo paese visitato al mondo. Negli ultimi 30 anni l’Italia soffre la concorrenza e la necessità di un rinnovato modello di sviluppo e sebbene il paese non è il più visitato, resta comunque una delle destinazioni principali del turismo mondiale. La produzione editoriale è quindi immensa: guide, opuscoli promozionali (Enit), le cartoline, i cataloghi turistici, articoli e saggi sull’industria turistica, statistiche e studi socio economici, riviste (Touring), e molto d’altro potrà essere consultato nella Biblioteca del Viaggiatore.

Colonialismo italiano: la biblioteca ha una sezione di circa 400 testi sul colonialismo italiano: atlanti, guide, riviste, esplorazioni, testi di antropologia, sul clima, archeologia, commercio, economia, architettura, flora, fauna, ecc. Ma tra i testi che meglio sintetizzano l’esperienza italiana nelle colonie è indiscutibilmente Un medico in Africa di Denti di Pirajno sulla vita in Libia ed Eritrea.

Emigrazione e comunità italiana all’estero: con l’emigrazione italiana cominciata alla fine del 800’ nascono comunità italiane in tutto il continente americano, in Europa, Oceania ed Africa. Le comunità più compatte sono in alcune città come Parigi, Londra, New York, Buenos Aires, Caracas, ecc. ma anche in Egitto dove nasce una fiorente comunità italofona che contribuirà a rendere ad esempio Alessandria fiorente e grande centro culturale. Marinetti e Ungaretti nascono in Egitto. Fausta Cialente è certamente una delle migliori interpreti degli anni prima della seconda guerra mondiale.

Enogastronomia: sebbene questo tema sia molto precedente, nel 900’ l’enogastronomia italiana ha assunto un significato di stile di vita. Il Giottone Errante e O.P., ossia il manuale del vero di Paolo Monelli e Mario Soldati con Vino al Vino sono tra i classici del rapporto tra territorio ed enogastronomia.

Letteratura dei conflitti mondiali e coloniali: Carlo Emilio Gadda, già citato descrive sue esperienze sul fronte veneto della 1° guerra mondiale così alcuni libri di Giovanni Comisso. Le visioni opposte della guerra d’Etiopia sono ben rappresentate da Ennio Flaiano con Tempo di Uccidere da un lato e dall’altro da Montanelli XX battaglione eritreo. La seconda guerra mondiale è descritta tra l’altro da Mario Rigoni Stern, Paolo Monelli e Mario Tobino. Quest’ultimo oltre ad aver contribuito fortemente alla letteratura del mondo della follia quasi come un viaggio nella mente umana, descrive la guerra in Libia durante le seconda guerra mondiale. L’architetto Caccia Dominioni oltre ad aver dedicato la vita ad una delle storie più toccanti, ovvero quella del recupero fisico, morale e storico e della memoria ad El Alamein, analizza con grande parzialità gli eventi bellici in nord africa. Storia avventurosa è quella di Amedeo Guillet dall’Etiopia allo Yemen passando per Libia e guerra di Spagna.

Un genere che meriterebbe più spazio forse un capitolo a parte è quello delle fughe o i ritorni in patria dai campi di concentramento. Molti soldati italiani scapparono da questi centri di detenzione e queste fughe restarono memorabili grazie alle loro pubblicazioni, così come il capitolo vergognoso delle persecuzioni razziali. Del primo genere memorabile è la fuga descritta da Felice Benuzzi sul monte Kenya. Oppure Elios Toschi con Teseo Tesei fuggirono dal campo di concentramento in India. Del secondo Primo Levi ci lascia pagine sconvolgenti.

Ambientalismo: questo movimento culturale è principalmente legato ad una sensibilità e formazione anglosassone e mitteleuropea che hanno sempre considerato l’Italia un bene paesaggistico universale e decantato lo stile di vita gaudente di noi italiani. In verità una esaltazione alle bellezze naturali è stata primariamente descritta dagli scrittori italiani di ogni tempo così come nella prima metà del 900’. Dopo la seconda guerra mondiale e con il boom economico molte zone di grande valore tradizionalmente culturale e paesaggistico sono stati completamente o parzialmente distrutti: gran parte della costa adriatica e tirrenica con casi assurdi come Marghera, Augusta, Bagnoli, Taranto e molti altri che ancora contaminano tra le aree più preziose della costa italiana. Ma la speculazione immobiliare ha particolarmente danneggiato immense aree sia urbane che di bellezza naturalistica. E’ qui che si rafforza il movimento ecologista capeggiato da giornalisti e scrittori come Antonio Cederna, Rigoni Stern, Giorgio Bassani.

Esistono ovviamente molti altri settori che io includo nella tematica del viaggio del 900’ come i viaggi del benessere (viaggi spirituali, mistici), il taccuino di viaggio, viaggi sportivi, il safari e la caccia, l’architettura del viaggio (aeroporti, stazioni, autogrill, uffici d’informazione turistica, il camping, le colonie, alberghi, ecc.), i vestiti e le borse da viaggio (i costumi da bagno, Louis Vuitton, i cappelli da viaggio, Timberland, ecc.), l’autostop, le medicine da viaggio, i souvenires, la tecnologia da viaggio (le macchine fotografiche, occhiali da sole, telecamere, ecc.) le cartoline, “il necessaire” (creme solari, burro di cacao, ecc.), sono tutti temi fondamentali e importanti che rientrando a pieno nell’immenso, inesauribile tema del viaggio.

Enrico Ducrot

 



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